Il cammino nazionale e internazionale de LA CALCE & IL DADO

Siamo orgogliosi che, con l'uscita del 3° numero de La calce & il dado, si confermi e si consolidi il cammino che la nostra rivista ha intrapreso e continua a portare avanti tanto sul piano nazionale che internazionalmente.

Partita da Bari, la rivista spazia fra America latina e Lituania passando per Spagna, Polonia e Albania mentre, in Italia, da Roma a Milano passando per Firenze. La nostra attenzione a voci poetiche e letterarie di particolare interesse tanto in casa nostra quanto extra moenia, così come le collaborazioni e i contributi di certo spessore provenienti da ogni parte d'Italia, ci ripagano abbondantemente del costante e maniacale sforzo di serietà e qualità con il quale ci vantiamo di approcciare alla materia letteraria.

Fra i più recenti appuntamenti segnaliamo due occasioni nelle quali la nostra rivista ha catturato l'attenzione di amici, intellettuali e operatori del settore che hanno voluto dedicarle una certa attenzione. È il caso della kermesse Lo scrittore, il libro, il lettore: una tre giorni organizzata dalla FUIS -Federazione Unitaria Italiana Scrittori che ha consentito al semestrale di entrare in uno dei Lunedì Letterari della Federazione che decide di dedicarle presto un focus ad hoc.

Parimenti, nella puntata di 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗼𝗣𝗼𝗲𝘁𝗮𝗻𝘇𝗮 (MI), trasmessa anche da 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗼𝗠𝗶𝗿, del 3 febbraio, in occasione di una riflessione sul Realismo terminale e l'ultima silloge di Vito Davoli, 𝑻𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒗𝒂𝒍𝒆 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒎𝒂𝒓𝒍𝒆 𝒂𝒑𝒐𝒄𝒂𝒍𝒊𝒔𝒔𝒊 / 𝑴𝒂́𝒔 𝒗𝒂𝒍𝒆 𝒍𝒍𝒂𝒎𝒂𝒓𝒍𝒂𝒔 𝒂𝒑𝒐𝒄𝒂𝒍𝒊𝒑𝒔𝒊𝒔 in edizione bilingue (italiano-spagnolo) con la prefazione di Guido Oldani e la postfazione di Gianni Antonio Palumbo (Edizioni Tabula Fati 2025), i poeti realisti terminali Fabio Sebastiani e Benedetto Ghielmi incontrano il nostro direttore editoriale Gianni Antonio Palumbo e il vicedirettore responsabile Vito Davoli per parlare anche dell'esperienza letteraria e culturale del nostro semestrale La calce e il dado.


Tutto questo e il tanto altro che è dietro la fatica di portare avanti una vocazione e una passione spesso avare di ricompense (e non parliamo certo di pecunia, figurarsi!) è ciò che ci motiva e ci fornisce la ragione per "intestardirci" e proseguire nel nostro cammino culturale che è prima di tutto un ponte di condivisione e condivisioni che affonda le sue colonne montanti nella terra delle «case di calce / da cui uscivamo al sole come numeri / dalla faccia d'un dado».

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